25 aprile – Storia di ordinaria resistenza

Questo è un post particolare, in occasione del 25 aprile vi voglio parlare della mia bisnonna Angela Parodi in Latini (1891-1945),  Patriota della Patria.

25 aprile - certificato

La mia bisnonna, madre del mio nonno materno,  viveva nel savonese a Magnone -Vezzi Portio ed era dotata di uno spirito eccezionale, che, come tutte le persone con quella tempra, veniva fuori nei momenti di difficoltà. 

Durante la Prima Guerra Mondiale era sposata e aveva già tre figli, che diventeranno cinque prima della sua morte, il marito era al fronte e lei, come a tutte le donne nella sua condizione,  sopportava il peso della casa, dei campi e della famiglia.

La difficoltà di comunicare con il marito era un problema pressante.  Angela era analfabeta, e di telefono non se ne parlava.

Così nel 1916 si iscrisse alla scuola domenicale a Vezzi Portio per imparare a scrivere. Si trattava di una scuola pubblica statale della durata di un anno che le avrebbe dato la licenza elementare.

Continue reading “25 aprile – Storia di ordinaria resistenza”

BWell2: fango o dessert? Entrambi, please!

Villa Barbarigo, Pizzoni Ardemani a Valsanzibio di Calzignano Terme

Cosa non si aspettavano di fare le Tre Civette nel bel mezzo di un settembre dal meteo incerto? Un fine settimana tra ville venete, giardini, bagni termali e ottimo cibo, e invece…eccolo qui!

Sissì, la settimana scorsa, valigie alla mano io e le pennute siamo partite per Abano e i Colli Euganei, alla volta del BWell2 organizzato dal Bristol Buja di Abano. Ma arrivata là me le sono perse, letteralmente.  Chi svolazzava sulle vasche di fango, chi si posava sulla spalla dello chef Enrico Magro per rubargli segreti dei suoi dessert superleggeri. Chi sbirciava nella Maison BB alla ricerca di qualche massaggio particolare. A quel punto le ho lasciate fare e mi sono goduta la vacanza, e che vacanza!

I fanghi, per cominciare, che ad Abano sono una cosa seria, costituiti da argilla finissima immersa nell’acqua termale che sgorga attorno agli  82 gradi. Vengono lasciati maturare per due mesi secondo un antico brevetto che la arricchisce di principi attivi benefici, e ogni mattina sono travasati in grossi secchi diretti alle fanghine,  – cioè le operatrici che immergono gli ospiti sotto uno strato di fango e li lasciano lì a sudare in pace.

Fango vuol dire anche bagno termale e massaggio….mmhm…

Fango raccolto nei secchi e pronto per essere usato nei trattamenti termali

Al Bristol Buja dopo i fanghi che si fa? Un tour nel percorso INFERNO, PURGATORIO, PARADISO, per esempio,  giro che va dalle saune e cascate emozionali agli idromassaggi per finire nella Stanza del Sale. Io amo la Stanza del Sale, e anche le civette. Infatti le ho trovate tutte e tre sdraiate a occhi chiusi, avvolte nei loro accappatoi. Ho girato i tacchi e le ho lasciate tranquille. Mi sono buttata nella piscina alimentata da acqua termale.

Il pranzo è stata una scoperta. Il menu prevede classiche ricette, splendidamente cucinate e servite, e proposte BWell, una scelta innovativa di tipo vegetariano latte-ovo-pesce. Ingredienti di prima qualità, molto pesce, pasta e riso integrali, dolci spaziali. Oltre al menu alla carta il ristorante offre insalate, legumi, frutta e dessert a buffet.  La cucina è capitanata dallo chef Claudio Crivellaro, coadiuvato da uno staff di prim’ordine.

Gli chef del Bristol Buja – foto Roberto Borsatto

Avete capito, qui ci si infanga per bene e si mangia divinamente. E poi?

Poi si va a girare per i Colli Euganei, nelle ville che emergono nel verde delle colline, e stupiscono con i loro giardini perfetti, i portoni tirati a lucido, le siepi tagliate con cura maniacale quasi fossero ancora abitate da padroni amorevoli e da un’esercito di servitù, tanto che ti volti  ad aspettare una carrozza, una crinolina, uno stalliere. Ma no sei solo tu che calpesti la ghiaia dei vialetti, e a farti compagnia ci sono i ragazzi che allestiscono  le sale per un matrimonio.

Labirinto della Villa Barbarigo, Pizzoni Ardemani a Valsanzibio di Calzignano Terme

La secentesca Villa Barbarigo, Pizzoni Ardemani,  a pochi chilometri da Abano, è tutt’ora abitata dai proprietari che ne fanno visitare il giardino ideato da Luigi Bernini:  un  complesso monumentale costituito da fontane, ruscelli, cascate, scherzi d’acqua e peschiere. Il Bernini ha rappresentato il percorso spirituale che l’uomo deve compiere verso la purificazione e la salvezza, rafforzato anche dalla presenza di un labirinto di bossi  lungo un chilometro e mezzo, dall’Isola dei Conigli che simboleggia il superamento dei limiti dell’uomo attraverso la procreazione e dalla Statua del Tempo, un vecchio con le ali, che, tiranno e democratico, delimita il percorso terreno.

Particolare della fontana della villa, nella quale il getto dell’acqua va a morire nelle fauci di una fiera.

Ecco, avete compreso perché da qualche giorno le civette se ne vanno in giro con quel sorrisino ebete: hanno passato dei giorni davvero speciali, e stanno già organizzando di tornare ad Abano al più presto.

E io cosa posso aggiungere? Tanti sono stati gli incontri con i produttori del territorio, nella valigia ho trovato posto per ognuno di loro. Nelle prossime settimane vi racconterò cosa ho scoperto…

The winner is….

Amici delle Tre Civette, sono stati pubblicati i risultati del contest organizzato dall’Azienda Ospedaliera Universitaria “Federico II” dal titolo Dieta Mediterranea? Sì, grazie!.

 

Due delle nostre ricette hanno superato  l’esame della giuria: 

Bergamotto in insalata con mele, cipollotto di Tropea e pinoli, per la categoria Contorni,

Merendine al cioccolato no glutine per la categoria Special Kids.

Bergamotto in insalata con mele, cipollotto di Tropea e pinoli

 

 

 

Merendine al cioccolato no glutine

 

 

Questo risultato – al di là del piacere di ricevere un premio-  riconferma che l’alimentazione a basso indice glicemico si sposa alla perfezione con la Dieta Mediterranea, come dice la Dottoressa Silvia Migliaccio nell’introduzione del volume  Abbasso l’indice glicemico! 50+4 Ricette per contenere l’IG mangiando bene

Silvia Migliaccio, specialista in Scienza della Nutrizione Umana, Professore Associato dell’Università degli Studi di Roma Foro Italico

“I paesi del bacino mediterraneo hanno dato i natali alla dieta Mediterranea, che è stata nominata dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’Umanità, a simboleggiare il ruolo fondamentale della corretta dieta per mantenere il benessere dell’individuo. Il modello alimentare mediterraneo prevede il consumo di alimenti di origine vegetale, quali cereali, pane, pasta, legumi, ortaggi, verdure e frutta fresca; comprende inoltre i derivati del latte, modiche quantità di altri alimenti di origine animale, preferendo carni bianche e privilegiando soprattutto il consumo del pesce che, per il suo contenuto in acidi grassi omega 3, ha un ruolo fondamentale per prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari. I grassi derivano in prevalenza dall’utilizzo di olio extravergine di oliva, ricco di antiossidanti. Altra importante caratteristica degli alimenti tipici della tradizione mediterranea è la loro adattabilità per formare un piatto unico, con il quale intendiamo una pietanza che apporti, da sola, tutti i nutrienti in maniera efficace ed economica, come ad esempio pasta e legumi. Inoltre, i criteri fondamentali della dieta mediterranea si basano su un apporto calorico complessivo giornaliero che deve essere fornito per il 40-60% delle calorie totali dai carboidrati, per il 12-18% dalle proteine, e meno del 30% dai lipidi, o grassi. Acquistare e consumare frutta e verdura di stagione, quando sono naturalmente maturi è conveniente, non solo dal punto di vista economico, ma anche da un punto di vista nutrizionale, perché si tratta di alimenti più ricchi di vitamine e sali minerali. Ma è anche importante per la salute del pianeta cercando di rinforzare l’utilizzo di alimenti “a Km zero”. “