13901707_10209691318661742_1834229353_oAll’inizio d’agosto ho lanciato la short story di Valentina Cebeni – La sposa dal nastro Blu, la cosa è piaciuta quindi…avanti tutta! Oggi nel pentolone dei cannibali ho messo Ugo Moriano, autore ligure prolifico che si è prestato volontariamente (!!!) a scrivere un racconto. Ugo Moriano, imperiese, esordisce nel mondo della carta stampata con il romanzo giallo: “Il ricordo ti può uccidere” a cui fanno seguito “L’Alpino disperso” (2009), “A Sanremo si gioca sporco” (2010),  “Sospetti dal passato” (2011), “L’arte del delitto” (2012), “L’Inganno del tempo” (2014), Antiche amicizie (2015). È da poco in libreria con il giallo Radici Lontane.

Di seguito il suo racconto per i Cannibali Vegetariani.

 

 

PROFUMO DI PIZZA

Ugo Moriano

– Mi raccomando! Fai bene la guardia!

Sua madre si chinò ad arruffargli i capelli poi, dopo essersi passata le mani sul grembiule, uscì dalla cucina posta al piano terra dell’antica casa tra gli ulivi sulla collina dei Bardellini.

Giovanni la guardò allontanarsi verso la “cucinetta”, un capanno in legno in cui vi era una vecchia cucina economica a legna dove, in quel momento, sua nonna stava friggendo le patate.13900383_10209691313621616_681813714_n

I tuberi, strappati solo poche ore prima dalla terra dai tridenti usati con fatica e perizia dagli uomini di famiglia, una volta portati alla luce erano stati ripuliti e poi riposti delicatamente nelle cassette di legno, pronti per essere utilizzati durante l’anno.

Quelli più piccoli invece, dopo essere stati accuratamente lavati, la nonna li aveva tagliati in due o più spicchi e ora, immersi nell’olio e insaporiti dal rosmarino, dall’aglio e qualche foglia di alloro, si stavano trasformando in uno dei contorni più apprezzati dal bambino.

Alcuni movimenti furtivi attrassero l’attenzione di Giovanni. Proprio nell’aiuola davanti all’ingresso, tra i fiori che crescevano fitti sotto le fronde di due melograni, si erano appostati diversi gatti capitanati da Fuffi, la più anziana del gruppo e madre e nonna di quasi tutti i felini presenti.

Avevano sentito nell’aria l’odore delle acciughe e, notando che la cucina non era presidiata dalle donne che spesso li scacciavano a colpi di scopa, ma da un bambino in pantaloncini corti, stavano studiando il modo di portare a compimento un colpo di mano, magari accontentandosi di rubare anche solo un po’ delle tagliatelle distese sulla tavola.

51ti9jkSR5L._SY346_Fuffi tentò di penetrare di soppiatto in quel luogo pieno di buon cibo e due suoi figli provarono a imitarla, ma Giovanni era pronto e, urlando “Sciò! Sciò!” e agitando le braccia, li costrinse a ritirarsi.

– Bravo! I gatti della nonna sono furbi e se potessero ci ruberebbero anche il pane. – Gli disse la mamma rientrando nella cucina. – Secondo te è cotta?

– Sì, lo è.

– Allora apriamo e vediamo.

Angela staccò la spina dalla presa e poi si chinò con attenzione sull’incandescente forno Petronilla appoggiato sul pavimento. Con movimenti sicuri sbloccò il coperchio liberando il calore che era all’interno.

Giovanni chiuse gli occhi e inspirò il profumo più buono del mondo: quello della pizza fatta dalla sua mamma.

– continua  a leggere l’intervista di Ugo Moriano su IL SECOLO XIX –

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