Vellutata di bietoline

vellutata bietoline

Vellutata? Minestra? Potage!?!…, oggi va in scena la zuppa!

Sì, sappiamo che gli italiani non le amano ma per gli stranieri sarebbe impensabile cominciare una cena senza qualcosa di caldo e semiliquido. E noi, alle Tre Civette, la pensiamo come loro, ci piacciono un sacco, quindi ogni tanto una tazza e un cucchiaio toccano anche a voi…

Videoricetta della vellutata

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Di seguito alcune regole base per fare una buona zuppa:

  • È bene far dorare con olio Evo la verdura che sarà alla base del nostro piatto;
  • Non aggiungete troppa acqua: la consistenza deve essere vellutata;
  • Siate parchi con il sale e se potete evitate i dadi che coprono i sapori e li livellano;
  • Fate un giro di olio Evo nel piatto/tazza prima di servire;
  • Se sono a base di verdura preparatene la giusta quantità, non sempre danno il meglio di loro se vengono riscaldate. Quelle di cereali, invece sono buonissima anche il giorno dopo.vellutata bietoline (1)

Ingredienti

Dose x due ciotole
1 scalogno
450 gr bietoline
200 ml acqua
30 ml olio Evo
100 gr formaggio di capra
Sale (poco)

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Preparazione

Fate appassire lo scalogno con olio EVo in una padella larga.

Lavate le bietoline e buttatele nella padella per pochi minuti, giusto il tempo per farle appassire.

Travasate in una pentola.

Aggiungete il formaggio e il pizzico di sale.

Versate l’acqua.

Fate prendere il bollore e spegnete.

Frullate con il mixer ad immersione fino ad ottenere una crema densa.

Servite caldo.

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Vi è piaciuta questa ricetta di zuppa? Qui ne trovate altre.

Farro integrale pestato (con porro)

farro pestato

Questa ricetta è tipica delle mie parti, normalmente viene cucinata col grano e si chiama, infatti gran pistau. Si serve come antipasto caldo oppure, lasciandola brodosa, come zuppa.

Ingredienti:
200 g farro dicocco decorticato
1 porro
1 l acqua
1 foglia di alloro
Sale
Olio Evo

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Preparazione:

Mettete il farro in  ammollo per almeno due ore, quindi scolatelo e fatelo cuocere per un’ora e mezza in un litro d’acqua, aggiungendo il porro lavato e tagliato a pezzi, un pizzico di sale e una foglia di alloro.

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Una volta cotto versatene – due cucchiai alla volta – nel mortaio e pestatelo facendo ruotare il pestello in modo che i chicchi si schiaccino senza spappolarsi e il porro si riduca in filamenti.

Rimettetelo in pentola, fategli riprendere il calore e servitelo tiepido  con un filo di olio Evo.

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