yogurt tiramisù

Yogurt tiramisu (2)

Ingredienti per un bicchierino

1 yogurt naturale (soja, capra, senza lattosio…come preferite)
4 biscotti integrali tipo frollino
1 cucchiaino di zucchero di cocco o altro low ig
1 cucchiaino cacao amaro in polvere
1 tazzina di espresso non zuccherato

Per decorare
1 tavoletta di cioccolato extrafondente 72% minimo

 

Yogurt tiramisu (1)

Preparazione

Mescolate lo yogurt con lo zucchero, mettetelo nel freezer per un paio d’ore.

Preparate il caffè, versatelo in un piattino e bagnate i biscotti  – ma  troppo, non devono sfaldarsi.
Adagiate sul fondo del bicchierino tre biscotti, cospargete di cacao in polvere.  Mettete nel frigo.
Poco prima di servire in tavola il dessert tirate fuori dal freezer lo yogurt, versatelo a cucchiaiate sopra i biscotti.

Decorate con riccioli di cioccolato e con l’ultimo biscotto rimasto.

Torta in padella: fiocchi d’avena e pistacchi

 

Torta in padella con pistacchi (3)

Ingredienti

Per una padella dal diametro di 24 cm
400 ml latte
2 uova
150 g fiocchi d’avena
100 g farina integrale
100 g farina di pistacchi
50 g zucchero di cocco o miele d’acacia
1 bustina di lievito per dolci meglio se bio

Torta in padella con pistacchi

Cottura

25 minuti

Preparazione

In una terrina mescolate gli ingredienti secchi ed aggiungete in ultimo le uova e il latte.

Torta in padella con pistacchi (1)
Con la carta forno tagliate una circonferenza di 24 centimetri, ungete leggermente la padella con olio e fate aderire la carta al fondo. In questo modo la carta non si sposterà.

Versate l’impasto nella padella. Mettete a cuocere su fuoco dolce, coprite con il coperchio e lasciate cuocere 18/20 minuti.

Io ho adoperato uno dei fuochi più piccoli, che misura attorno agli 8 cm e l’ho lasciato al minimo.

Trascorso il tempo girate la torta aiutandovi con il coperchio e lasciate cuocere ancora 5 minuti. Spegnete il fuco.

Torta in padella con pistacchi (2)

Torta in padella: cake crêpe alle albicocche

torta in padella alle albicocche (2)

Ingredienti

50 g farina integrale tipo 2
80 g zucchero di cocco o altro a basso ig
110 ml latte di soia
1 bustina di vanillina
3 albicocche
½ bicchiere di Amaretto
Olio Evo

torta in padella alle albicocche (1)

Preparazione

Mettete nel mixer la farina, lo zucchero e la vanillina. Incorporate il latte di soia e lasciate riposare per un’oretta. Tagliate le albicocche e riducetele in fettine,  fatele cuocere brevemente in padella con ½ bicchiere di Amaretto.

torta in padella alle albicocche
Ungete una padella larga 20 cm, appoggiate le albicocche precedentemente saltate in padella e rovesciateci sopra l’impasto, chiudete con il coperchio.

Accendete il fuoco e fate cuocere dolcemente per 10 minuti, quindi staccatela dal bordo con la paletta e aiutandovi con un coperchio piatto, giratela dall’altra parte terminando la cottura per un paio di minuti.
Servite con una pallina gelato.

Il biancomangiare di Matilde di Canossa – calendario italiano del cibo

Nel Calendario Italiano del Cibo  il 24 luglio – anniversario della morte di Matilde di Canossa – viene consacrato al biancomangiare. Io adoro questa ricetta, e oggi ho l’onore di parlarvene.

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Per cominciare occorre fare una digressione e capire in quale modo il biancomangiare sia legato alla Grancontessa Matilde di Canossa (1046-1115), valorosa nobildonna medioevale dagli atteggiamenti estremamente moderni.

Matilde rimase orfana a soli otto anni, poco dopo perse anche i fratelli,  la madre si risposò con Goffredo di Lorena, e lei fu promessa, e poi sposa,  al figlio del patrigno Goffredo il Gobbo. Donna bella e brillante non si limitò a incrementare la sua istruzione ma fu addestrata a combattere con lancia e spada sia a piedi che a cavallo, e sviluppò un acume tattico che le permise di guidare le sue truppe in oltre sessanta combattimenti, il primo dei quali a diciotto anni!  Matilde regnò per oltre quarant’anni su un vasto territorio che andava da Taquinia al Lago di Garda.  Tra le molte traversie e aneddoti che contraddistinsero la sua vita il più conosciuto è lo storico incontro che lei promosse tra papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV di Franconia, suo cugino, il quale dovette prostrasi per tre giorni sulla neve scalzo e cosparso di cenere per ottenere il perdono del pontefice. Quando infine le scuse  vennero accettate Matilde organizzò un banchetto nel quale fece servire il biancomangiare, in versione salata, a simboleggiare la purezza del cuore pentito e afflitto.

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Ed ecco chiuso il cerchio.

Con il termine  biancomangiare non si intende tanto una ricetta quanto una preparazione medievale basata sulla qualità intrinseca del colore bianco, simbolo di limpidezza e ascetismo. Cibo destinato ai nobili, prese il nome dal colore degli ingredienti che prevalevano nella sua elaborazione: petto di pollo, latte, mandorle, riso, zucchero, lardo, zenzero bianco, ecc.  Ecco perché si dovrebbe parlare dei biancomangiare, anziché del biancomangiare. E delle mandorle, tra gli ingredienti classici citati, il cuoco del medioevo non poteva fare a meno. Le usava, pestate, in molte salse con funzione addensante, o per ricavarne olio e latte: un latte che, nei giorni “di magro” in cui la Chiesa proibiva di utilizzare prodotti animali sostituiva quello di capra, di pecora o di vacca.

Nel XV secolo il Maestro Martino inseriva diverse varianti di biancomangiare nel suo volume Arte Coquinaria, quasi sempre erano a base di brodo di cappone e mandorle. Nel XVI secolo ritroviamo la ricetta denominata mandel reis a base di riso, latte e zucchero quale piatto caratteristico della Pentecoste ebraica (Shavout). Nel XVII secolo il gesuita toscano Francesco Gaudenzio  lo include nel Panunto, e qui è solo dolce: brodo e pollo sono spariti.

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Anche oggi la versione più diffusa del biancomangiare è quella dolce che è parte delle ricette regionali della Valle d’Aosta, della Sicilia e della Sardegna.

Di seguito vi riporto la ricetta siciliana.

BIANCOMANGIARE – versione Sicilia orientale
Dose per quattro persone
Ingredienti:
500 ml latte
2 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di farina bianca
1 bacca di vaniglia

Per decorare:
Cannella o pistacchi tritati

Preparazione:

In un pentolino scaldate il latte a fuoco dolce, assieme  allo zucchero e ai semini della vaniglia. Non appena lo zucchero sarà sciolto aggiungete la farina setacciata girando in continuazione con una frusta ad evitare che si attacchi sul fondo. Non appena vedrete che la crema si addensa versatela in quattro ciotoline da budino. Lasciate raffreddare, capovolgete su un piattino e decorate a piacere.

Questa la ricetta base, ma poiché io ho il pallino del basso indice glicemico ho adoperato gli ingredienti che elenco di seguito pur eseguendo la preparazione già descritta. Risultato altrettanto piacevole sia alla vista che al palato.
BIANCOMANGIARE – versione veg e low IG

Dose per quattro persone
Ingredienti:
500 ml latte di mandorla
2 cucchiai di zucchero bianco di canna
4 cucchiai di farina tipo 2
1 bacca di vaniglia

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Semifreddo cioccolato e noci

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Per la rubrica #dolcisenzaforno ecco a voi un fresco semifreddo.

Ingredienti:

Dose per una pirofila da 20 c 20 cm
100 g cioccolato fondente cacao 72% minimo
100 ml panna vegetale (soia o cocco)
50 g sciroppo d’agave
3 uova
2 cucchiai crema di mandorle
1 cucchiaio amaretto o Rum
50 g noci – peso da sgusciate

semifreddo cioccolato noci

Preparazione:

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato diviso a quadrotti con la panna e lo sciroppo d’agave.

In una terrina mescolate i tuorli con l’amaretto, la crema di mandorle  e parte delle noci sbriciolate (tenetene alcune intere per la decorazione).

Unite al composto il cioccolato fuso mescolando velocemente.

semifreddo cioccolato noci (2)

Montate gli albumi a neve e incorporarli.

Foderate con carta forno una pirofila e svuotate il composto. Mettete nel congelatore per almeno tre ore prima di servire.

Potreste fare a meno del liquore, anche se è indispensabile per mantenere il semifreddo morbido.

Le dosi possono andar bene anche per 6 coppette individuali di semifreddo.

semifreddo cioccolato noci (3)

Teff dolce con mela e lamponi – senza glutine

teff dolce con mele e lamponi (1)

Oggi vi proponiamo un dolce davvero particolare, fatto con il teff.

Teff deriva dall’aramaico teffa=perdita.

Infatti i suoi chicchi misurano meno di un millimetro di diametro e sfuggono dalle mani. Sono piccoli al punto che con una manciata è possibile seminare un intero campo. Il teff è una graminacea – quindi priva di glutine – nota in Eritrea già nel 4000 a.C. Oggi si trova anche in Australia e in India.

Due sono le varietà di teff:  bianco e  rosso.

Quella chiara è la più pregiata perché la sua coltivazione è più complessa.

Data la dimensione del chicco, nella macinazione è impossibile separare le varie parti, di conseguenza la farina che se ne ricava è sempre integrale.  Tradizionalmente in Africa la farina di teff veniva, e viene ancora, impiegata nella produzione dell’injera o enjera  pane a fermentazione batterica.

teff dolce con mele e lamponi (2)

Ingredienti

150 g teff chiaro
200 ml latte di capra o soia
1 mela
4 cucchiai di zucchero di cocco o altro low ig
1 busta di vanillina
4 cucchiai di crema di mandorle
150 g lamponi

Cottura

30 minuti

Preparazione

Mettete il teff in ammollo già la sera precedente, al mattino scolatelo e fatelo cuocere nel latte  allungato con acqua assieme allo zucchero e alla vanillina.

A metà cottura aggiungete la mela sbucciata e tagliata a pezzetti. Appena spento il fuoco mescolate la crema di mandorle e  dividetelo in quattro vasetti o coppe da macedonia.

Fate raffreddare e prima di servire decorate con i lamponi.

teff dolce con mele e lamponi