Il biancomangiare di Matilde di Canossa – calendario italiano del cibo

Nel Calendario Italiano del Cibo  il 24 luglio – anniversario della morte di Matilde di Canossa – viene consacrato al biancomangiare. Io adoro questa ricetta, e oggi ho l’onore di parlarvene.

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Per cominciare occorre fare una digressione e capire in quale modo il biancomangiare sia legato alla Grancontessa Matilde di Canossa (1046-1115), valorosa nobildonna medioevale dagli atteggiamenti estremamente moderni.

Matilde rimase orfana a soli otto anni, poco dopo perse anche i fratelli,  la madre si risposò con Goffredo di Lorena, e lei fu promessa, e poi sposa,  al figlio del patrigno Goffredo il Gobbo. Donna bella e brillante non si limitò a incrementare la sua istruzione ma fu addestrata a combattere con lancia e spada sia a piedi che a cavallo, e sviluppò un acume tattico che le permise di guidare le sue truppe in oltre sessanta combattimenti, il primo dei quali a diciotto anni!  Matilde regnò per oltre quarant’anni su un vasto territorio che andava da Taquinia al Lago di Garda.  Tra le molte traversie e aneddoti che contraddistinsero la sua vita il più conosciuto è lo storico incontro che lei promosse tra papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV di Franconia, suo cugino, il quale dovette prostrasi per tre giorni sulla neve scalzo e cosparso di cenere per ottenere il perdono del pontefice. Quando infine le scuse  vennero accettate Matilde organizzò un banchetto nel quale fece servire il biancomangiare, in versione salata, a simboleggiare la purezza del cuore pentito e afflitto.

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Ed ecco chiuso il cerchio.

Con il termine  biancomangiare non si intende tanto una ricetta quanto una preparazione medievale basata sulla qualità intrinseca del colore bianco, simbolo di limpidezza e ascetismo. Cibo destinato ai nobili, prese il nome dal colore degli ingredienti che prevalevano nella sua elaborazione: petto di pollo, latte, mandorle, riso, zucchero, lardo, zenzero bianco, ecc.  Ecco perché si dovrebbe parlare dei biancomangiare, anziché del biancomangiare. E delle mandorle, tra gli ingredienti classici citati, il cuoco del medioevo non poteva fare a meno. Le usava, pestate, in molte salse con funzione addensante, o per ricavarne olio e latte: un latte che, nei giorni “di magro” in cui la Chiesa proibiva di utilizzare prodotti animali sostituiva quello di capra, di pecora o di vacca.

Nel XV secolo il Maestro Martino inseriva diverse varianti di biancomangiare nel suo volume Arte Coquinaria, quasi sempre erano a base di brodo di cappone e mandorle. Nel XVI secolo ritroviamo la ricetta denominata mandel reis a base di riso, latte e zucchero quale piatto caratteristico della Pentecoste ebraica (Shavout). Nel XVII secolo il gesuita toscano Francesco Gaudenzio  lo include nel Panunto, e qui è solo dolce: brodo e pollo sono spariti.

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Anche oggi la versione più diffusa del biancomangiare è quella dolce che è parte delle ricette regionali della Valle d’Aosta, della Sicilia e della Sardegna.

Di seguito vi riporto la ricetta siciliana.

BIANCOMANGIARE – versione Sicilia orientale
Dose per quattro persone
Ingredienti:
500 ml latte
2 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di farina bianca
1 bacca di vaniglia

Per decorare:
Cannella o pistacchi tritati

Preparazione:

In un pentolino scaldate il latte a fuoco dolce, assieme  allo zucchero e ai semini della vaniglia. Non appena lo zucchero sarà sciolto aggiungete la farina setacciata girando in continuazione con una frusta ad evitare che si attacchi sul fondo. Non appena vedrete che la crema si addensa versatela in quattro ciotoline da budino. Lasciate raffreddare, capovolgete su un piattino e decorate a piacere.

Questa la ricetta base, ma poiché io ho il pallino del basso indice glicemico ho adoperato gli ingredienti che elenco di seguito pur eseguendo la preparazione già descritta. Risultato altrettanto piacevole sia alla vista che al palato.
BIANCOMANGIARE – versione veg e low IG

Dose per quattro persone
Ingredienti:
500 ml latte di mandorla
2 cucchiai di zucchero bianco di canna
4 cucchiai di farina tipo 2
1 bacca di vaniglia

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Semifreddo cioccolato e noci

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Per la rubrica #dolcisenzaforno ecco a voi un fresco semifreddo.

Ingredienti:

Dose per una pirofila da 20 c 20 cm
100 g cioccolato fondente cacao 72% minimo
100 ml panna vegetale (soia o cocco)
50 g sciroppo d’agave
3 uova
2 cucchiai crema di mandorle
1 cucchiaio amaretto o Rum
50 g noci – peso da sgusciate

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Preparazione:

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato diviso a quadrotti con la panna e lo sciroppo d’agave.

In una terrina mescolate i tuorli con l’amaretto, la crema di mandorle  e parte delle noci sbriciolate (tenetene alcune intere per la decorazione).

Unite al composto il cioccolato fuso mescolando velocemente.

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Montate gli albumi a neve e incorporarli.

Foderate con carta forno una pirofila e svuotate il composto. Mettete nel congelatore per almeno tre ore prima di servire.

Potreste fare a meno del liquore, anche se è indispensabile per mantenere il semifreddo morbido.

Le dosi possono andar bene anche per 6 coppette individuali di semifreddo.

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Teff dolce con mela e lamponi – senza glutine

teff dolce con mele e lamponi (1)

Oggi vi proponiamo un dolce davvero particolare, fatto con il teff.

Teff deriva dall’aramaico teffa=perdita.

Infatti i suoi chicchi misurano meno di un millimetro di diametro e sfuggono dalle mani. Sono piccoli al punto che con una manciata è possibile seminare un intero campo. Il teff è una graminacea – quindi priva di glutine – nota in Eritrea già nel 4000 a.C. Oggi si trova anche in Australia e in India.

Due sono le varietà di teff:  bianco e  rosso.

Quella chiara è la più pregiata perché la sua coltivazione è più complessa.

Data la dimensione del chicco, nella macinazione è impossibile separare le varie parti, di conseguenza la farina che se ne ricava è sempre integrale.  Tradizionalmente in Africa la farina di teff veniva, e viene ancora, impiegata nella produzione dell’injera o enjera  pane a fermentazione batterica.

teff dolce con mele e lamponi (2)

Ingredienti

150 g teff chiaro
200 ml latte di capra o soia
1 mela
4 cucchiai di zucchero di cocco o altro low ig
1 busta di vanillina
4 cucchiai di crema di mandorle
150 g lamponi

Cottura

30 minuti

Preparazione

Mettete il teff in ammollo già la sera precedente, al mattino scolatelo e fatelo cuocere nel latte  allungato con acqua assieme allo zucchero e alla vanillina.

A metà cottura aggiungete la mela sbucciata e tagliata a pezzetti. Appena spento il fuoco mescolate la crema di mandorle e  dividetelo in quattro vasetti o coppe da macedonia.

Fate raffreddare e prima di servire decorate con i lamponi.

teff dolce con mele e lamponi

Composta speziata di mele e nocciole

Composta di mele

La composta di mele e nocciole è leggermente dolcificata, finemente frullata e speziata con cannella, chiodi di garofano e cannella.  

Si può usare come marmellata o si può accompagnare un formaggio dal sapore neutro. Qui la ricetta in versione Bimby

Ingredienti

500 g di mele
100 ml acqua
50 g zucchero integrale di cocco
50 g nocciole tritate
Noce moscata
Chiodi di garofano
Cannella

Cottura

40 minuti

mele x composta

Preparazione

Sbucciate le mele, tagliatele a pezzi mettetele in una pentola con gli altri ingredienti.

Fate cuocere 10 minuti. Frullate col mixer a immersione, proseguite la cottura per altri 30 minuti.

Versate nei barattoli, chiudeteli e capovolgete su un piano di legno per formare il sottovuoto.

Torta in padella: clafoutis di lamponi a base di latte di capra

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Il motto di questa ricetta è: ABBASSO IL FORNO!!!

Davvero, in giornate come queste il pensiero di accenderlo fa venire i brividi…caldi! 

Quindi al grido di “forno spento ok, ma non mangeremo mica insalate tutta l’estate?” ci è tornata in mente un ricetta letta tempo fa nel blog di Silvia Pasticci e abbiamo voluto rifarla.  

Alla Tre Civette, ovvio.

Con latte di capra, farina integrale e zucchero low ig. 

Al posto dei lamponi ci starebbe bene altra frutta  acidula come prugne, mirtilli, more...

Qui la videoricetta

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Ingredienti

300 ml latte di capra
300 gr lamponi
100 gr farina integrale
100 gr zucchero integrale di cocco o altro zucchero low ig
3 uova intere
Limone bio – la buccia

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Cottura

Padella
50 minuti

Preparazione

Frullate lo zucchero con la buccia del limone e la vaniglia

Unite la farina e, poco alla volta, il latte e le uova.

Lasciate riposare una mezz’oretta in frigo.

Prendete una padella (la mia è larga 28 cm) per la quale disponete di un coperchio a chiusura perfetta.

Rovesciate il composto nella padella, chiudete e mettetela sul fornello più piccolo a fuoco dolce per 50 minuti.

Lasciate raffreddare e servite.

Meglio ancora se dopo qualche ora di frigo

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Cialde di cocco con marmellata e pesche

Cialde veg cocco e marmallata (6)

Cialde di cocco con pesche e marmellata
low IG, Veg, glutenfree,
no uova, no farine,no latticini, no lievito, no burro, ig < 35

Le premesse di questo post non sono le migliori:  no uova, no farine,no latticini, no lievito, no burro, ig < 35 …(sento già che state pensando: cavolo ma c’avranno messo qualcosa nel piatto o no?)

C’è una scuola di pensiero nel mondo dei blogger che trattano la cucina e i loro dintorni che odia le ricette con i NO nei sottotitoli, o con i SENZA. E qui ne abbiamo messo parecchi. Da qualche parte saremmo già state bannate.

Ma se non avete dei preconcetti in tal senso, amici delle Tre Civette, allora seguiteci e non ve ne pentirete.

Prendete questa ricetta come un atto di fede e fatela senza pensarci troppo su.  Poi ne possiamo riparlare, ma penso che a quel punto, quando l’avrete nel piatto e poi la porterete alla bocca, sarete completamente dalla nostra parte.

Scommettiamo?

Qui trovate la videoricetta.

Cialde veg cocco e marmallata (5)

Ingredienti:

Per 12 cialde da 8 cm di diametro = 4 dolci completi
130 gr cocco rapè
50 gr farina di ceci
20 ml olio EVO dal sapore non troppo forte
30 gr zucchero integrale di cocco o altro low ig
400 ml acqua
Amaretto – due cucchiai

Marmellata di arance amare low ig (Rigoni di Asiago per me)
1 pesca

Cialde veg cocco e marmallata

Cottura:

180 gradi
25 minuti

Cialde veg cocco e marmallata (2)

Preparazione:

Mescolate gli ingredienti fra loro (prima quelli secchi, poi l’olio, l’amaretto e l’acqua) e lasciate riposare una mezz’oretta.

Stendete le cialde sulla leccarda foderata di carta da forno aiutandovi con un coppa pasta.

Cuocere per 25 minuti a 180 gradi.
Lasciate raffreddare.

Tagliate le pesche.

Appoggiate ad una cialda delle fettine di pesche e un cucchiaino di marmellata.

Formate il dolce sovrapponendo un altra cialda guarnita come la prima e un’altra ancora a chiusura.

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