Maltagliati integrali con formaggio al tartufo

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I maltagliati sono un classico della cucina regionale.

Più o meno si trovano tutti gli angoli d’Italia, confezionati con le farine più disparate, con  o senza uova, serviti asciutti o in brodo… 

Quelli che vi proponiamo oggi sono a base di farina integrale di grano , acqua e olio EVO e conditi con un ottimo formaggio al tartufo.

Semplici, buoni, …da provare!

Se il formato di pasta “maltagliati” vi piace, potreste fare un salto su maltagliati  al farro integrale con cime di rapa .

 

Ingredienti:

220 gr farina di grano integrale
90 ml acqua
30 ml olio EVO
Sale

150 gr formaggio al tartufo  ( del Caseificio Tomasoni per me)
Olio Evo

maltagliati (2)

Cottura:

5 minuti

Preparazione:

Impastate la farina con il sale e l’olio, lavorate aggiungendo acqua tiepida sufficiente a ottenere una pasta soda e liscia.

Lavoratela  per alcuni minuti, e fatela riposare  nel frigo una mezz’oretta, avvolta nella pellicola trasparente.

Spianatela col mattarello e tagliatela a losanghe con la rotellina dentata.  Se non vengono perfettamente uguali meglio! Infatti dovreste ottenere dei maltagliati…

Buttateli nell’acqua salata bollente e fateli cuocere 5 minuti circa.

Nel frattempo preparate il formaggio privandolo della crosta e tagliandolo a striscioline.

Scolate i maltagliati, conditeli velocemente con un giro di olio EVO, impattateli e distribuendo le striscioline di formaggio sopra la pasta.

In pochi istanti si scioglieranno.

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Canederli low ig con cipollotto di Tropea: sfida MTC gennaio 2015

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Cari amici e amiche delle Tre Civette, anche questo mese è giunto il momento di partecipare alla sfida dell MTChallenge, scoppiettante gruppo di appassionati di cucina che ne inventa una più del diavolo!

Tra le tante loro pensate svetta la sfida mensile (vedi logo qui sopra). Ricordate quella di novembre?

Si trattava di muffin legati a un’opera letteraria.

E io e le Tre Civette ci siamo cimentati in un muffin al caffè legato all’opera goldoniana La bottega del caffè, per l’appunto.

Oggi, invece, il terreno della sfida si è spostato su un classico del Nord Europa: il canederlo,

A dirla tutta con il nostro territorio (mio e delle Tre Civette) non c’azzecca un cavolo a merenda...ma la sfida è sfida, e va affrontata! (così almeno dicono le pennute, che poi fanno andare me per prima!)

Quindi, ecco il nostro canederlo low ig con cippollotto di Tropea (ebbene sì, abbiamo chiesto aiuto a un ingrediente che cresce annusando l’aria salmastra) .

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Per chi non avesse dimestichezza con il canederlo, vi posso dire che, oltre a essere buonissimo, è una preparazione assolutamente versatile.

Perchè gli ingredienti sono sì tassativi,  ma suscettibili di mille e una varianti.

Per esempio:

1) il brodo: vale sia quello di carne che quello vegetale (e io ho optato per quest’ultimo);

2) il pane raffermo: quale tipo di pane? Tutti! Da quello di farina bianca, al mezzo integrale, al tutto integrale, alla pagnotta fatta in casa;

3) il latte: vaccino, caprino o altri (caprino per me);

4) il formaggio: prima di tutto Sua Maestà il parmigiano + altri stagionati, di proprio gusto (pecorino per me);

5) la fantasia.…cioè? Cioè a questo punto potete aggiungere erbette, bacon, o qualsiasi altro ingrediente pensiate serva ad insaporire. Io ho scelto il cipollotto di Tropea.

canederli

Ingredienti:

Brodo

Vegetale autoprodotto (ma qualsiasi buon brodo va bene)

Canederli

300 g pane raffermo di farro integrale 
200 ml latte intero di capra
2 uova
2 cipollotti di Tropea
50 gr parmigiano grattugiato
150 gr ricotta stagionata di pecora
1 cucchiaio di noce moscata tritata
erba cipollina qb
sale, pepe qb
1 cucchiaio di farina di farro integrale

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Cottura

5  minuti, in brodo

Preparazione

Tagliate il pane a pezzettini e metteteli in una ciotola. Sbattete le uova con il latte, l’erba cipollina, il pepe e la noce moscata e rovesciate il tutto sul pane. Mettete poco sale perchè la ricotta e il parmigiano insaporiscono già abbastanza.

Fate riposare una ventina di minuti.

Intanto preparate il cipollotto di Tropea a pezzetti.

Aggiungete al pane il cipollotto, i formaggi e la farina

Mescolate con le mani.

Formate delle palline grosse come un cucchiaio da minestra. (vedi foto)

Preparate il brodo mettendo due cucchiai di dado vegetale nell’acqua, fatelo sciogliere, e quindi lasciate il brodo a sobbollire.

Versate nella pentola alcuni canederli, solo 5 o 6 alla volta, facendo bene attenzione che non si sciolgano.

Se ciò dovesse avvenire aggiungete all’impasto più farina o del pane grattugiato.

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Lasagne di farro integrale con crescenza di capra e pesto di friggitelli

 

 

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Lasagne lasagne, un classico delle feste che con le Civette  volevamo fare, a modo nostro.

La sfoglia è di farro, al posto della besciamella trovate della crescenza di capra, e il pesto è a base di friggitelli...insomma sembrerebbe un miscuglio poco credibile invece…

Le foto della ricetta, come potete ammirare, sono di Nadia Costacurta, che con il suo tocco green e grazioso ha reso ancora più belle le lasagne. 

mestoloLasagne di farro integrale con crescenza di capra e pesto di friggitelli

(ig basso, vegetariano)

 

Tempi

25 minuti + 10 di cottura

 

Ingredienti x 4 persone

 Lasagne

300 gr farina di farro integrale
160 ml acqua
Sale

Farcitura

200 gr crescenza di capra
Latte di capra o soia (qb)
Formaggio grana  – grattugiato

Pesto

150 gr friggitelli verdi
50 gr formaggio grana grattugiato
50 gr pinoli
Olio EVO qb

 

 

Cottura
180 gradi
10 minuti

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Preparazione

Lasagne

Impastate gli ingredienti indicati formando un panetto e mettendolo nel frigo a riposare una mezz’oretta.

Quindi tirate la sfoglia e renderla sottile o col mattarello o con l’Imperia. Tagliate dei quadrai di circa 9 cm di lato.

Ce ne vorranno 3 o 4 a porzione a seconda di quanto vi viene sottile la sfoglia. Fatebollire le sfoglie di pasta nell’acqua salata 5 minuti. Tenerle da parte.

Farcitura

Schiacciate con la forchetta la crescenza con il latte di capra e un po’ di formaggio grana. Deve venire una specie di crema non troppo liquida.

Pesto

Frullate i friggitelli con il resto degli ingredienti, aggiungete olio quanto basta per renderlo fluido.

 

 

Assemblate le lasagne pronte per essere infornate, magari in miniteglie per monoporzione.

Sovrapporre gli strati di sfoglia cotti con cucchiaiate di condimento di formaggio, finendo con il condimento anche sull’ultimo strato.

Fate un giro d’olio e infornate una decina di minuti a 180 gradi, o più, devono solo dorare.
Estraete dal forno e spargete sopra alla lasagna una cucchiaiata di pesto.

Gnocchi di pane raffermo

Gnocchi di pane raffermo (3)

Gnocchi?  Di patate?

Noooooooooo, di pane raffermo.  

Le Tre Civette mi dicono che dovrei farvi la morale sul fatto che il pane avanzato non vada sprecato, ma magari riutilizzato in altri modi, bla bla bla…Come ad esempio facendo questi gnocchi.

E sarebbe anche giusto che lo dicessi ma il fatto è che il pane integrale è talmente buono che io, per la prima, devo far finta di dimenticarlo in qualche armadio per farlo diventare stantio. Altrimenti lo mangerei tutto!

Così ho fatto anche questa volta.

Ho acquistato dei panini al farro e segale, li ho infilati nel forno (spento) per tre giorni. E poi oppss, li ho tirati fuori e ho impastato i nostri gnocchi.

Fateli anche voi!

Hanno una consistenza rustica che varia a seconda del tipo di pane che impiegate. Se poi avete del pane in casa, ma i gnocchi non sono la vostra passione, provate a cucinare  la pappa al pomodoro. Con il metodo tradizionale o con il Bimby.

 

 

 

Gnocchi di pane raffermo 

Gnocchi di pane raffermo

 

Tempi

15 minuti per l’impasto + mezz’ora di riposo

 

Ingredienti

350 gr pane integrale raffermo
400 ml latte di capra o di soia -di capra per me
70 gr formaggio grana – grattugiato
2 uova
Sale
Noce moscata
Erba cipollina
Brodo vegetale – per la cottura
Condimento a piacere – pomodoro fresco per me

 Gnocchi di pane raffermo (1)

Preparazione

Tagliate a pezzetti il pane.

In una ciotola capiente sbattete le uova con il latte. Aggiungete sale, formaggio grana, noce moscata e erba cipollina. Versate il pane nella ciotola e mescolate fino a che non otterrete un impasto abbastanza omogeneo.

Sarebbe meglio mescolare con le mani, sennò fatelo con una forchetta.  È possibile che le dosi del latte siano scarse per il tipo di pane che avete scelto, e che ne dobbiate aggiungere ancora un po’.

Lasciate riposare in modo che il pane assorba il liquido.

Mettete sul fuoco una pentola d’acqua nella quale avrete sciolto qualche cucchiaio di brodo vegetale.

Formate con le mani degli gnocchi abbastanza grossi, buttateli nell’acqua bollente un paio di minuti e tirati su con una schiumarola.

Conditeli a piacere. Con il pomodoro fresco, con un sugo più robusto. Oppure con una fonduta di formaggio o un sugo alle noci.

Gnocchi di pane raffermo (2)

Viva la pappa al pomodoro!!!

PAPPA AL POMODORO (2)

Il sito La Cucina Italiana così annota nella pagina dedicata alla pappa al pomodoro: “È una semplice zuppa di origini contadine, ma la sua preparazione rispetta un preciso rituale. 
Sa di pomodori maturi, pane senza sale, aglio. E per qualcuno può essere anche un elisir di lunga vita.”  Come descrivere meglio questo piatto?

Dunque è una ricetta toscana, semplicissima, conosciuta in tutta Italia grazie al fantastico libro “Il giornalino di Gian Burrasca” dello scrittore Vamba (al secolo Luigi Bertelli) e alla fortuna di essere stata musicata da, niente po po’ di meno che, Nino Rota, in occasione della trasposizione televisiva di Lina Vertmuller (ragazzi che mostri sacri!?!).

Ricordate? Bice Valori era la cattivissima direttrice del collegio e recitava in ginocchio per ridursi la statura…mentre Gian Burrasca era interpretato da una scatenata Rita Pavone, che cantava :


Viva la pa-pa-pap-pa
col po-po-po-po-po-po- pomodoro
Viva la pa-ppa-pa-ppa
che è un ca-po-po-po-po-lavoro
Viva la pa pa-pa-pa-pa
col po-po-po-modor!

Ok, revival a parte, la domanda che tutti voi vi farete è: la ricetta tradizionale si adatta allo spirito delle civette?

Qui vi volevo. Tutto dipende, ovviamente, dal pane che sceglierete. Senza glutine, se siete intolleranti, o senza lievito, e del tipo integrale che più vi piace. Io ho scelto un pane speciale, alla farina di semi d’uva. Ed è stato un vero sforzo tenerlo lì e non mangiarlo per aspettare che diventasse raffermo.

Sul sito trovate anche la ricetta adatta a fare la pappa al pomodoro col Bimby.

 PAPPA AL POMODORO (3)

Pappa al pomodoro

 

Tempi

5 minuti per prepararla + 25 minuti di cottura

 

Ingredienti

700 gr pomodori maturi – cuor di bue per me
400 gr pane integrale raffermo di alcuni giorni
1 litro di brodo vegetale
4 cucchiai di olio EVO
2 spicchi di aglio
Sale
Basilico
Peperoncino
Formaggio grattugiato

 

Preparazione

Tagliate i pomodori a pezzetti e sgocciolateli dai semi. Chi vuole li può preventivamente buttare in acqua salata un paio di minuti e privarli della buccia.

Metteteli in una casseruola con un goccio di olio, sale, basilico,  gli spicchi di aglio e  il peperoncino intero.  Fateli cuocere una quindicina di minuti schiacciandoli di tanto in tanto con una forchetta.

Intanto tagliate a cubotti il pane e  preparate il brodo sciogliendo due cucchiai di brodo vegetale in un litro d’acqua portata al bollore.

Tuffateci il pane e lasciate che assorba il brodo.

Togliete dal fuoco il sugo di pomodoro, eliminate l’aglio e il peperoncino, strizzate il pane e buttatecelo dentro. Rimettete a cuocere a fuoco dolce, fino a che sugo e pane non si amalgameranno in un tutt’uno. All’incirca impiegherà una decina di minuti.

Servite tiepido, o a temperatura ambiente, con un giro di olio, abbondante parmigiano e basilico fresco.

Ottima consumata anche il giorno seguente.

 PAPPA AL POMODORO (1)

 

 

Crema vivace ai pomodori cuor di bue

Crema vivace di pomodoro cuor di bue. (2)Se con altre ricette del menù dovrete “trafficare un po’”, con la crema vivace andrete a pari. Ci vogliono proprio pochi minuti per farla.

Se terrete gli ingredienti nel frigo, potrete servirla non appena avrete terminato di mixarla…

Questa ricetta potrebbe essere, e in fatti lo sarà, inclusa nel tag “zuppe“.

So che molti di voi odiano le zuppe d’inverno, tanto meno le vorrebbero vedere d’estate, ed è per questo che il titolo recita Crema vivace, anziché Zuppa vivace.  Scappatoie lessicali

Ma a voi, recalcitranti del cucchiaio, dico di provare a fare questa ricetta, e di tentare di appoggiarla sulla tavola imbandita.

Avrete delle sorprese! Ha una consistenza vellutata, un sapore d’estate, il retrogusto di basilico, origano, olio Evo, è fresca…e la finirete ancora prima di accorgervene.  

Dopo il tortino caldo di zucchino trombetta e quinoa  e prima della pizza alla ratatuia sarà una meraviglia…provate provate, scettici recalcitranti del cucchiaio

 Crema vivace di pomodoro cuor di bue.

Crema vivace di pomodori cuor di bue

(ig bassissimo)

 

Tempi

5 minuti

 

Ingredienti

800 gr pomodori cuor di bue molto maturi – peso da puliti
200 gr formaggio caprino
Peperoncino tritato –un pizzico
Sale, pepe
Olio Evo
Origano, basilico

 

Preparazione

Lavate i pomodori togliendo il fiore.

Fateli a pezzetti, metteteli in un recipiente  con i bordi alti e frullateli con un mixer ad immersione.

Quindi aggiungete alcune foglie di basilico spezzettate, un filo d’olio, il sale, il pepe, il peperoncino – a chi piace -, l’origano e il formaggio caprino.

Rimmergete il mixer e fate andare alla massima velocità fino a che non si sarà formata una bella crema omogenea.

Svuotate nelle tazze o nelle coppette.

Spolverate con un po’ di origano.

Servire freddo.

A chi piacciono i gusti ancora più energici si potrebbe strofinare uno spicchio di aglio sul fondo della tazza…

Crema vivace di pomodoro cuor di bue. (1)