Alessio Rupalti

Cibo letteratura, cibo cinema, questa la mission del blog come si diceva nell’articolo precedente. Ma non sempre il cinema si occupa di cibo, eppure dietro la macchina da presa ne gira parecchio. Registi, macchinisti, troupe, attori e comparse trascorrono ore e ore, a volte giornate intere a girare le scene di un film, e di certo non restano a digiuno per tutto quel tempo. A chi chiedere cosa succede nel cono d’ombra precluso a noi spettatori comuni?

Ho intercettato Alessio Rupalti giovane regista genovese trapiantato a Roma che trascorre le sue giornate dietro la macchina da presa. Stava transitando in Riviera di ritorno dal Festival di Cannes e noi cannibali ne abbiamo approfittato. Alessio, nato a Genova 1986, (ma quanto è giovane? Non si vergogna nemmeno un po’?) ha cominciato a realizzare i suoi primi cortometraggi a Genova ottenendo nel 2011 il riconoscimento come Miglior Talento ligure e una lettera di congratulazioni dal Presidente della Repubblica di allora, Giorgio Napolitano. Lo stesso anno si è trasferito a Roma dove ha collaborato con il maestro Pupi Avati, lavorando inizialmente come assistente alla regia, per arrivare poi a ricoprire il ruolo di secondo aiuto regista. Nel 2015 ha ricevuto il Premio Italia Giovane.

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