Piani inclinati di Eleonora Carta: recensione

piani inclinati di Eleonora Carta recensione

Ho ricevuto il libro Piani inclinati di Eleonora Carta in omaggio dalla stessa autrice. L’ho letto con cura, ma non velocemente vista la pila che avevo sul comodino. La scorsa settimana l’ho terminato. Ci ho meditato un po’ su. Ora vi dico cosa ne penso.

Il libro scorre su due plot paralleli. Il primo è quello palese, che è motivo della stesura del romanzo cioè un rapimento di minori, trama che sembrerebbe occhieggiare alle cronache dei famosi rapimenti dell’Anonima Sarda.

Anche se, sin dalle prime pagine, si comprende che non è una pista giusta.

L’altro plot, che si snoda parallelo, è quello che comincia qualche pagina più avanti e vede protagonista il maggiore del ROS chiamata da Roma in tutta fretta in soccorso alle forze locali che non sono in grado di portare avanti l’indagine in modo organico.

Linda De Falco, l’eroina di Piani Inclinati, è una donna determinata, bellissima, raffinata che si scontra con un mondo di inefficienze. Situazione tipica di molti gialli, che lei riesce a dribblare e reindirizzare nella giusta direzione. È una eroina che ama il mare, ama nuotare e sentire il profumo di salsedine sulla pelle e in questo aspetto mi sembra di scorgere una nota autobiografica che rispecchia la passiona acquatica dell’autrice…

Recensione libro Piani Inclinati di Eleonora Carta

Linda De Falco parrebbe quasi stucchevole nella sua perfezione se Eleonora Carta non ci facesse entrare nel suo animo: il maggiore dei ROS ha un bagaglio di traumi mastodontici, di quelli che quando arrivano hanno la capacità di annientarti per tutto il resto dell’esistenza.

Non solo, sono problemi in qualche modo legati alla tematica del romanzo, e questi tormenti ci vengono raccontati in maniera assai vivida, che ci entra sottopelle e ci rende partecipi al suo dolore, al punto che il lettore si trova a seguire due plot paralleli: l’indagine e il passato di Linda.

C’è un altro personaggio interessante che fa da spalla a Linda: Daniele Fois.

Anche questo ricalca il tipico schema dei gialli, dove i colloqui tra i due sono di conforto al lettore sui pensieri e sui ragionamenti dei protagonisti. Ma Fois non è solo una spalla è l’anima della Sardegna che racconta a Linda, e a noi, con tutto l’amore che la scrittrice ha per la sua terra.

E così assaporiamo i sentieri e i paesaggi della Sardegna, quella vera, con abitudini, profumi, luce…

Ma anche la parte più violata dell’isola come, ad esempio, gli scempi del G8 mancato alla Maddalena.

La narrazione si sposta anche sui fasti della Costa Smeralda, uguale a tutti gli universi popolati da persone che hanno molti soldi da spendere e che vogliono essere stupiti e adorati. Un mondo finto e talmente universale che si potrebbe trovare a Dubai come a Montecarlo o in altri mille posti al mondo.

Il romanzo ha un ritmo che sembra legato al suo titolo: inizia in modo tranquillo e man a mano che scorrono le pagine prende accelerazione come una pietra rotolante che scivola su un piano inclinato.

Infatti ad un certo punto arriva un altro personaggio che non ci viene presentato. Personaggio che parla in prima persona, inserito in capitoli separati ed editato in corsivo.  Si capisce che è un soggetto che sta osservando le mosse di Linda De Falco. Da qui il romanzo assume un’altra marcia, ci avvinghia ulteriormente e ci porta dritti dritti al finale mozzafiato.

In definitiva il romanzo mi è piaciuto per molte ragioni: amo i gialli, anche se non capisco l’assassino fino all’ultima pagina,  amo le suggestioni di posti che non conosco, e le eroine imperfette.

Soprattutto adoro la narrazione quando è “apparecchiata”: cioè se dialoghi, situazioni,  incontri,  sguardi, pause sono ben descritte e colmano la scena facendomela vivere nei dettagli.

Ho una particolare predilezione per i ringraziamenti che leggo con estrema attenzione. Nello scorrere le righe inserite da Eleonora Carta scopro che un personaggio di Piani Inclinati, che ho trovato molto interessante, esiste veramente, che la scrittrice l’ha incontrato, e che da questo incontro è rimasta colpita al punto di voler inserire il personaggio nel libro!

Ecco, se posso fare una richiesta, mi piacerebbe che la scrittrice ci descrivesse il loro incontro, come se fosse una parte del libro. Come e quando è stata contattata, dove si sono visti, cosa si sono detti, cosa c’era intorno a loro, come si muovevano le mani di una e dell’altro.

Poiché la realtà supera di molto la fantasia, sono curiosa di saperne di più…

Trama del libro Piani inclinati di Eleonora Carta

Due bambini scomparsi nel folto dei boschi nel nord della Sardegna. Un solo uomo conosce quei luoghi. Una sola donna può entrare nella mente di chi li ha presi.

Soltanto insieme potranno mettere fine alla scia di paura che attanaglia l’isola. Nel cuore di un’estate rovente, il caso di Niccolò Solinas, di anni sette, scomparso dalla sua casa di Bortigiadas, in provincia di Olbia, si trasforma in un’indagine per omicidio quando il suo corpo viene ritrovato nel folto dei boschi del Monte Limbara, legato e con tracce evidenti di strangolamento.

Il cadavere è stato scoperto da un ispettore della Forestale in perlustrazione, Daniele Fois, uomo schivo, poco disciplinato, grande conoscitore della natura impervia dei luoghi. Per questo, e perché solo con lui la gente del posto pare disposta a confidarsi, viene coinvolto nelle indagini.

Nonostante i tentativi di mantenere il riserbo per guadagnare vantaggio sugli autori del crimine, la notizia della morte del bambino arriva alla stampa e il terrore di una nuova ondata di rapimenti invade l’isola.

Per questo, dal ministero viene subito inviata Linda De Falco, maggiore del ROS di grande esperienza e preparazione che, appena giunta sul posto, si rende conto della totale inadeguatezza delle forze e delle persone a sua disposizione.

Tanto più che, dopo poche ore, viene avvertita della scomparsa di un altro bambino, anche lui di sette anni, di ottima famiglia. Linda è una donna competente, severa, esigente, sofisticata e maniacale sul lavoro. L’abitudine ad andare oltre alle apparenze e la notevole capacità di leggere l’animo umano la portano a fidarsi di un’unica persona tra quelle a sua disposizione: Daniele Fois.

I due non potrebbero essere più diversi, ma dovranno unire le proprie competenze per fermare la mano che sta piegando anche gli spiriti più forti.

L’autrice di Piani inclinati: Eleonora Carta

Nata a Iglesias nel 1974, si laurea in Giurisprudenza nel 1998 presso l’Università degli Studi di Cagliari e, dopo la laurea, inizia a lavorare come correttrice di bozze ed editor.

  • Nel 2014 pubblica il suo primo romanzo La consistenza dell’acqua, un legal thriller particolarmente attento all’aspetto delle indagini e strategie processuali. Due anni dopo il romanzo avrà una nuova edizione, sempre per i tipi di Newton Compton Editori, con il titolo di Delitto al museo.
  • Del 2014 è anche un suo racconto dell’antologia Delitti di Capodanno (Newton Compton).
  • Nel 2015 fonda l’Associazione ArgoNautilus, che, tra le altre cose, organizza la Fiera del libro di Iglesias e il Big Blue Festival di Portoscuso.
  • Nel 2016 pubblica L’imputato, thriller che tocca i temi dell’integrazione degli immigrati e la violenza sulle donne e che è finalista al Festival Giallo Garda 2018.
  • Del 2019 è la Breve storia della letteratura gialla in cui ripercorre la storia e le regole della letteratura gialla e con il quale vince il Premio Giuseppe Lippi 2019 per la saggistica gialla conferito dal premio La provincia in giallo.
  • Nel 2020 è presente nell’antologia Giallo sardo di Piemme Edizioni con il racconto La nuova stagione. Nello stesso anno, sempre con Piemme, pubblica il thriller psicologico Piani inclinati.

Ispirata da questo libro la ricetta delle Seadas che trovi nel mio blog.

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