Pasta con le zucchine e pomodori, tutto in uno con LeCreuset. Ho già fatto varie volte le ricette, sono una gran comodità e uniscono la completezza di un pasto completo alla velocità di una zuppa.
Oggi l’ho sperimentato nella casseruola di ghisa LeCreuset. Ne ho una ovale di 27cm, di un bel color verde. Normalmente la uso per fare il risotto. Quando siamo in tanti è una festa tirar fuori questa casseruola, cucinare con cura un bel risotto e portarlo in tavola direttamente nella pentola!
La particolarità di queste casseruole in ghisa è che mantengono un calore costante anche solo alimentantole con un filo di fuoco, modalità perfetta per gli arrosti e le lunghe cotture.
La prossima ricetta che voglio provare con la mia LeCreuset è il pane nel tegame, sul fuoco o direttamente nel forno. A proposito lo sapevate che sono queste pentole sono tutti pezzi unici? La fabbricazione parte da uno stampo in sabbia nel quale viene fatta colare la ghisa e poi viene distrutto!
Ricetta della pasta con le zucchine e pomodori con LeCreuset
Ingredienti per 4 persone
350 g pasta ai legumi
500 g pomodori datterini
200 g zucchini
1 cipollotto fresco
50 g formaggio grana grattugiato
120 g formaggio grana a pezzetti
aglio
sale o dado vegetale
olio EVO
acqua calda q.b.
Cottura: 12 minuti
Preparazione
Lavate i pomodorini i cipollotti e le zucchine.
Tagliateli a pezzetti.
Metteteli in un tegame Le Creuset assieme alla pasta di legumi.
Salate e aggiungete acqua calda a sufficienza.
Accendete il fuoco e, una volta raggiunta l’ebollizione, abbassate la fiamma al minimo.
A 12 minuti dall’ebollizione spegnete.
Dividete la pasta in quattro scodelle.
Unite 30 grammi di formaggio grana a pezzetti in ogni piatto.
Completato conun filo d’olio e del grana grattugiato.
Le pentole LeCreuset
Ho cucinato per la prima volta con le pentole Le Crouset al contest Risate e Risotti. Era la semifinale e come di prassi per quel concorso avevo ricevuto una mistery box con degli ingredienti assurdi: una combinazione micidiale per metterci alla prova. A me è capitata una mistery così composta: aringhe, cavolo verza nero, menta, erba cipollina, sedano, carota e cipolla, burro, rosmarino, parmigiano.
Quindi aperta la scatola siamo stati accompagnati nella sala dove si teneva la prova. Ho avuto la mia pentola, una cucina professionale a disposizione e mezz’ora di tempo. Ma…. e le aringhe?!? Come le cucino??? Ho pensato al baccalà alla vicentina, quindi ho soffritto la cipolla, tagliato a pezzetti le aringhe, tenendole alcuni da parte, le ho buttate nel padellino ricoprendo poi tutto con latte. Ho fatto bollicchiare un quarto d’ora, ho spento e con la forchetta ho schiacciato l’aringa riducendola il più possibile.
Ho bollito al vapore il cavolo verza e ridotto in purea, alcune foglie le ho fritte, con la menta. Da lì ho cominciato a lavorare il risotto, senza aggiungere sale. Ho chiamato quella ricetta Il risotto che viene dal Nord. Ad un’amica è capitato una bustina di camomilla, ad un’altra delle mele, a un’altra ancora le uova. E così via. In pratica quasi ogni mistery conteneva un ingrediente dissonante.
Nel complesso un bel modo permettere a dura prova la velocità di reazione.
E francamente pensavo che la finale sarebbe stata una passeggiata confronto alla semifinale. Beh mi sbagliavo! Alla finale non è andato meglio.
La mistery della finale conteneva: riso carnaroli, sgombro, acciughe, miele d’acaica, prosciutto cotto, lamponi freschi, salsa di pomodori, datterini, Pecorino, Parmigiano Reggiano e olio. Ho avuto una cucina professionale a disposizione e le ottime pentole Le Creuset. Ho chiamato il mio risotto Artis Tempurus, come la magia di Harry Potter un vortice di fuoco. Me la sono cavata anche in quel caso, sono arrivata seconda. Dei tanti premi che ho ricevuto – davvero una valanga di premi ed ero in treno e questo è stato un problema non da poco – la cosa sicuramente più preziosa è la mia pentola ovale Le Crouset del mio color preferito cioè il verde acido. Da allora non posso fare a meno di usare questa pentola, sia per fare il pane senza impasto messo nella pentola e cotto nel forno, che per i risotti quando siamo in tanti.
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