Cheesecake ai fichi

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Settembre porta con sé la voglia di ricette autunnali che hanno ancora il sapore dell’estate.

Questa vede il cheesecake ( o la cheesecake, stabilire il genere di questo dessert pare arduo) realizzato con la frutta che più amo in questa stagione: il fico.  

La base è glutenfree e la crema è preparata con lo yogurt bianco Galbani ideale per il cheescake. Inoltre, se siete a corto di idee e di fantasia, vi consiglio di farvi un giro sulla pagina con le ricette di Cheesecake Galbani, non ve ne pentirete 😉

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Ingredienti per 4 cheesecake da 10  cm.

Base
2 uova
60 g di zucchero di cocco o altro low ig
80 g di mandorle 
la buccia di 1 limone bio

Crema
300 g di fichi
80 g di zucchero di cocco o altro low ig
250 g di yogurt bianco
50 ml acqua
1 cucchiaino abbondante di agar-agar 

Cottura della base
15  minuti a 180°

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Preparazione:

BASE: In un mixer tritate le mandorle con la buccia del limone e lo zucchero di cocco; versate in una terrina aggiungete i tuorli d’uovo e mescolate per bene.  Montate i bianchi a neve incorporateli delicatamente agli altri ingredienti. Versate l’impasto su una leccarda, foderata di carta forno. Cuocete per 15 minuti a 180°.

Quando la base sarà cotta, estraetela dal forno, fatela raffreddare, quindi con un coppa pasta da 10 cm  tagliate quattro circonferenze che saranno le basi del cheesecake.

Poi ungete con la margarina l’interno dei coppa pasta, tagliate delle sagome rettangolari di carta forno, e foderateli in modo che quando il dolce sarà raffreddato sia più facile estrarlo dalla forma.

Quindi inserite al fondo di ognuno la base di pasta tagliata in precedenza e appoggiateli su un piatto piano o su un vassoio.

CREMA: Lavate i fichi, mettetene 2 da parte e tagliatele a pezzetti gli altri, aggiungete lo zucchero.

Sciogliete l’agar-agar in 50 ml di acqua tiepida, mescolate allo yogurt. 

Versate frutta e yogurt in una terrina, frullate con un mixer a immersione.

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Dividete la crema nei quattro coppa pasta preparati in precedenza.

Tagliate a fettine i due fichi che avete lasciato da parte, decorate i cheesecake e fateli raffreddare in frigo per un paio d’ore.

Per servirli premete sul fondo con una mano, tenendo fermo il coppa pasta con l’altra e sollevando il dolce con delicatezza.

Appoggiate su un piatto e togliete la carta forno.

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Il biancomangiare di Matilde di Canossa – calendario italiano del cibo

Nel Calendario Italiano del Cibo  il 24 luglio – anniversario della morte di Matilde di Canossa – viene consacrato al biancomangiare. Io adoro questa ricetta, e oggi ho l’onore di parlarvene.

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Per cominciare occorre fare una digressione e capire in quale modo il biancomangiare sia legato alla Grancontessa Matilde di Canossa (1046-1115), valorosa nobildonna medioevale dagli atteggiamenti estremamente moderni.

Matilde rimase orfana a soli otto anni, poco dopo perse anche i fratelli,  la madre si risposò con Goffredo di Lorena, e lei fu promessa, e poi sposa,  al figlio del patrigno Goffredo il Gobbo. Donna bella e brillante non si limitò a incrementare la sua istruzione ma fu addestrata a combattere con lancia e spada sia a piedi che a cavallo, e sviluppò un acume tattico che le permise di guidare le sue truppe in oltre sessanta combattimenti, il primo dei quali a diciotto anni!  Matilde regnò per oltre quarant’anni su un vasto territorio che andava da Taquinia al Lago di Garda.  Tra le molte traversie e aneddoti che contraddistinsero la sua vita il più conosciuto è lo storico incontro che lei promosse tra papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV di Franconia, suo cugino, il quale dovette prostrasi per tre giorni sulla neve scalzo e cosparso di cenere per ottenere il perdono del pontefice. Quando infine le scuse  vennero accettate Matilde organizzò un banchetto nel quale fece servire il biancomangiare, in versione salata, a simboleggiare la purezza del cuore pentito e afflitto.

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Ed ecco chiuso il cerchio.

Con il termine  biancomangiare non si intende tanto una ricetta quanto una preparazione medievale basata sulla qualità intrinseca del colore bianco, simbolo di limpidezza e ascetismo. Cibo destinato ai nobili, prese il nome dal colore degli ingredienti che prevalevano nella sua elaborazione: petto di pollo, latte, mandorle, riso, zucchero, lardo, zenzero bianco, ecc.  Ecco perché si dovrebbe parlare dei biancomangiare, anziché del biancomangiare. E delle mandorle, tra gli ingredienti classici citati, il cuoco del medioevo non poteva fare a meno. Le usava, pestate, in molte salse con funzione addensante, o per ricavarne olio e latte: un latte che, nei giorni “di magro” in cui la Chiesa proibiva di utilizzare prodotti animali sostituiva quello di capra, di pecora o di vacca.

Nel XV secolo il Maestro Martino inseriva diverse varianti di biancomangiare nel suo volume Arte Coquinaria, quasi sempre erano a base di brodo di cappone e mandorle. Nel XVI secolo ritroviamo la ricetta denominata mandel reis a base di riso, latte e zucchero quale piatto caratteristico della Pentecoste ebraica (Shavout). Nel XVII secolo il gesuita toscano Francesco Gaudenzio  lo include nel Panunto, e qui è solo dolce: brodo e pollo sono spariti.

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Anche oggi la versione più diffusa del biancomangiare è quella dolce che è parte delle ricette regionali della Valle d’Aosta, della Sicilia e della Sardegna.

Di seguito vi riporto la ricetta siciliana.

BIANCOMANGIARE – versione Sicilia orientale
Dose per quattro persone
Ingredienti:
500 ml latte
2 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di farina bianca
1 bacca di vaniglia

Per decorare:
Cannella o pistacchi tritati

Preparazione:

In un pentolino scaldate il latte a fuoco dolce, assieme  allo zucchero e ai semini della vaniglia. Non appena lo zucchero sarà sciolto aggiungete la farina setacciata girando in continuazione con una frusta ad evitare che si attacchi sul fondo. Non appena vedrete che la crema si addensa versatela in quattro ciotoline da budino. Lasciate raffreddare, capovolgete su un piattino e decorate a piacere.

Questa la ricetta base, ma poiché io ho il pallino del basso indice glicemico ho adoperato gli ingredienti che elenco di seguito pur eseguendo la preparazione già descritta. Risultato altrettanto piacevole sia alla vista che al palato.
BIANCOMANGIARE – versione veg e low IG

Dose per quattro persone
Ingredienti:
500 ml latte di mandorla
2 cucchiai di zucchero bianco di canna
4 cucchiai di farina tipo 2
1 bacca di vaniglia

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Teff dolce con mela e lamponi – senza glutine

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Oggi vi proponiamo un dolce davvero particolare, fatto con il teff.

Teff deriva dall’aramaico teffa=perdita.

Infatti i suoi chicchi misurano meno di un millimetro di diametro e sfuggono dalle mani. Sono piccoli al punto che con una manciata è possibile seminare un intero campo. Il teff è una graminacea – quindi priva di glutine – nota in Eritrea già nel 4000 a.C. Oggi si trova anche in Australia e in India.

Due sono le varietà di teff:  bianco e  rosso.

Quella chiara è la più pregiata perché la sua coltivazione è più complessa.

Data la dimensione del chicco, nella macinazione è impossibile separare le varie parti, di conseguenza la farina che se ne ricava è sempre integrale.  Tradizionalmente in Africa la farina di teff veniva, e viene ancora, impiegata nella produzione dell’injera o enjera  pane a fermentazione batterica.

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Ingredienti

150 g teff chiaro
200 ml latte di capra o soia
1 mela
4 cucchiai di zucchero di cocco o altro low ig
1 busta di vanillina
4 cucchiai di crema di mandorle
150 g lamponi

Cottura

30 minuti

Preparazione

Mettete il teff in ammollo già la sera precedente, al mattino scolatelo e fatelo cuocere nel latte  allungato con acqua assieme allo zucchero e alla vanillina.

A metà cottura aggiungete la mela sbucciata e tagliata a pezzetti. Appena spento il fuoco mescolate la crema di mandorle e  dividetelo in quattro vasetti o coppe da macedonia.

Fate raffreddare e prima di servire decorate con i lamponi.

teff dolce con mele e lamponi

Biscotti di farina di orzo e cioccolato fondente

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La farina integrale di orzo è una delle farine preferite del blog Tre Civette. 

Non solo ha un indice glicemico decisamente basso ma  rende più rustici gli impasti.

E’ ottima impiegata in impasti sia salati  che dolci.

Oggi abbiamo fatto dei biscotti semplicissimi. Provateli!

Cioccolato, arancia, crema di mandorle e farina di orzo… 🙂

biscotti farina d'orzo e cioccolato

Ingredienti

200 g farina integrale di orzo
100 g gocce di cioccolato fondente
50 g zucchero integrale di cocco
1 uovo intero
50 ml olio Evo
50 g crema di mandorla
½ cucchiaio di lievito per dolci meglio se bio
Arancia bio – la buccia

Cottura

180 gradi
15 minuti

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Preparazione

In una terrina mescolate fra loro gli ingredienti secchi, in modo che il lievito si distribuisca in modo uniforme.  

Quindi amalgamate l’uovo, l’olio e la crema di mandorle.

Spianate il composto fra due fogli di carta forno. Tagliatelo a quadrotti che sistemerete in una teglia.   Fateli cuocere per 15 minuti a 180 gradi. 

 

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